Aure, ch'i fiati in voi taciti e lenti
tenendo, il buon Cinisco oggi ascoltate,
volte in men chiaro suon le Rime usate
de gli amorosi suoi lunghi tormenti;
deh, s'a voi tutti allegri gli elementi
sorridan sempre, e là ne mormorate,
con lieti scherzi, infra l'ombrelle amate,
vi rispondan le frondi in dolci accenti.
Qui ciò che udrete, riportate intorno,
sì, che per selva e per riposto orrore,
s'oda del vinto Can l'eterno scorno.
E di sospetto sgombre e di timore,
si rallegrin le mandre, e, in un giorno,
A Sebeto s'inchini ogni pastore.