Regni il vizio nei mondo, né d'accesa
lingua sie più soggetto, né più spade
sembrin le penne, e là dov'ei più cade,
trovi, donde risorga, arme e difesa.
Io, questa mano in fin ad or intesa
a suoi terror, rivolgo a la beltade
mia guida, che del cor non pur mi rade,
ma de le carte, ogni delira impresa.
A lei purgo i pensieri, a lei l'ingegno,
la lingua, il cor, e con lo stil l'inchiostro
del tutto volto a la ben colta trama.
E come dal mio sol fido sostegno,
prendo pur, Bellentan, dal nome vostro
felice augurio di purgata fama.