Scrivi tu, Bellentan, come tornato
pur dianzi il Bembo al suo splendor celeste,
nudo il Parnaso, e le sorelle meste
fersi, ed Apollo d'atra nebbia ombrato.
E come secco l'Arno, e addolorato
vie più 'l Tebro ne diè voci funeste,
poi de l'onor de la purpurea veste
conobbe in tutto il Vatican spogliato.
Farne belle i' vorrei pur le mie carte,
ma non ho, come voi, felice ingegno
e nel moderno stil sì larga parte.
Poi risospinto dal mio fato indegno,
volte ho le rime mie tutte in disparte,
a scriver d'ira e a ragionar di sdegno.