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1515–1570

2

Nicolò Franco

Fanzin, se quel triston de l'Aretino ha già rivolta a sé la penna mia, e da me tralasciato par che sia il valor vostro eccelso e pellegrino,

non già per questo il ladro mio destino ch'io non v'ami e osservi mi disvia: che volendo obliar, mai non porìa la gran vertù del Nobile Fanzino.

Perché con voi, Signore, io vegghio, e sogno: e se 'l primo soggetto co 'l secondo mal si concorda, ben me ne vergogno. Pur grato vi deve essere e giocondo,

che per lodare il meglio, era bisogno di biasmare il più tristo ch'è nel mondo.

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