Skip to content
1515–1570

199

Nicolò Franco

Bembo, la lettra mia ti raccomando ch'io scrissi e tu portasti al barba Dante, e per le gran faccende vostre e tante, m'è forza che ve 'l venga ricordando.

E poi del Purgatorio cianciando va tutto il mondo, e fin a vil furfante, e pur ogni frataccio predicante se l'un l'afferma, l'altro il va negando.

Or scriverti di nuovo altro non posso, se non che il Ser Concilio Trentino, con riverenza, s'è cacato addosso. Ma basta questo. Io, o vecchion Divino,

son vostro in alma, in corpo, in carne e in osso e con questo fo fine, e a voi m'inchino. Poi scritta: l'Aretino è morto quanto al titolo di Divo;

quanto a le sodomie, gli è sano e vivo.

Cookies on Poetry Cove

We use cookies to remember your language preference and — only with your consent — to learn how Poetry Cove is used. You can change your mind any time.
199 · Nicolò Franco · Poetry Cove