Priapo, se pur picciolo ti pare
il duono, che i miei versi oggi ti fanno,
non ne bisogna incorrere in affanno,
perch'è scusato chi non può più dare.
Tu sai che Bacco degna d'accettare
un grappo d'uva, per tributo, ogni anno:
e venti o trenta spighe che si dànno
a Cerere, la ponno contentare.
Chi non può aver la polpa, pigli l'osso,
e guarda un poco ch'i' son poverino,
“ che per più non poter fo quant'i' posso.”
Tienti a l'esempio del divo Aretino,
che dove aver non puote il grosso grosso,
non per questo rifiuta il piccinino.