Aretin, io t'ho gran compassione,
che ti sia meco a scrivere sfidato,
ed honne conscienza di peccato,
s'io ho due mani, e tu non n'hai boccone.
Di questo dico il vero ed ho ragione:
sai che t'ho ne lo scrivere aiutato,
avendoti veduto stroppiato,
e quel che è peggio, goffo e ignorantone.
Per lo migliore t'era star da parte,
e te ne avederai s'in questo mare
le tue baiacce perderan le sarte.
Che volendo il mio scrivere avanzare,
bisogneria che fusser penne e carte
tutti quei cazzi che ti fai ficcare.