Merta il Becco Sperone, avendo scritto
un fottimento tragico bestiale,
a punto da coturno o da stivale,
che quegli antichi usavano a piè dritto.
Restisi dunque Seneca in soffritto,
poiché il Divin da Padoa immortale
gli vola innanzi, che ne squassa l'ale
infino a l'Arcinfanfera d'Egitto.
Ver'è che mertaria premio maggiore,
però che solo i cori, d'atto in atto,
tengono a gola aperta l'auditore.
Pur è poco a lo scrivere c' ha fatto;
potran le Muse, per più degno onore,
dargli un Becco e un Cavallo tutt'a un tratto.