Fratello, io me ne vo, ma non so dove;
bastivi ch'in Venezia non sono,
e che bisogna porla in abbandono
per propria volontà, che me ne muove.
Ma pazienza, che non sempre piove,
e doppo 'l tristo tempo viene il buono.
Di me, se Dio di vita mi fa duono,
per le mie carte avrete sempre nuove.
E perché facilmente per camino
le lettere, da dov'elle capitano
sono cangiate, com'è lor destino;
Tal che le conosciate di lontano,
sempre ch'io scrivo È BECCO L'ARETINO,
sarà la fede di mia propria mano.