Misser Giovanni, chi baiar mi sente
contra quell'Aretino riprovato,
mi dice che il cognome v'ho rubbato,
e me ne tiene ingrato, e sconoscente.
Perché essendo chiarissimo a la gente
che mi siete patrone tanto amato,
vedendosi ch'io v'aggia assassinato,
quasi me ne perseguita il sergente.
Ma perch'è forza d'accettar l'errore,
e mi bisogna ch'io mi renda a patto,
pregovi che 'l portiate di buon core.
Che non v'ho rovinato, né disfatto,
vedendo che vi riesce in grande onore
averne il nome, e ch'altri n'aggia il fatto.