Fortunio, dal mio canto io son contento
di far la pace, e tengone disposta
la conscienza, ed honne quasi arrosta
l'anima del gran caldo che ne sento.
Sì che, dove vogliate, io non me n' pento
e dove no, il dir poco mi costa:
Viterbo, ove si sta, stiesi a sua posta,
ch'ove si sta, starassi Benevento.
Se de' nostri scorucci succeduti
è stata la cagione e la semenza
l'Aretinazzo Prence de' fottuti,
veder potete con esperienza
come n'è de la scola de' battuti,
e tutta via se n' dà la penitenza.