Sai che ti dico, mia Signora Inella?
Stetti da l'orto mio sempre lontana,
ch'io prattiche non amo di puttana,
né per te suona la mia ciaramella.
Va pur con qualche frate a starti in cella,
e fatti Prioressa o Guardiana,
o torna lavandaia o ruffiana,
ch'a me non piacque mai la pelarella,
Non vi contenterieno gli asinari,
non solamente gli asini e i cameli,
voi puttanacce vacche da vaccari.
Ladre, assassine fino a i nove cieli,
che non vi basta il sangue co i danari,
che ne volete torre i denti e i peli.