Signor mio Nicolò, poi che il mio nome
avete, ed io v'ho dato anche il mio core,
vorrei, per più scoprirvi il grande amore,
farvi un presente ancor del mio cognome.
Ma non ci veggo strada, né so come
si possa far che non ci venga errore,
e che non vi riesca in poco onore,
in mettervi a le spalle sì gran some.
Perché, se il Franco fuste, e no 'l Bellone,
bisogneria da grande, piccinino,
e farvi a tutti schiavo, da patrone.
Né vi bisogneria Bartolo o Cino
allegar mai, né Baldo, né Iasone,
ma le tristizie sol d'un Aretino.