Nobile Orsino, io dico a buona cera,
e già di questo è chiaro parangone,
ch'io sono il Franco, idest quel Liberone,
che nel parlar mi levo la visera.
Io vi son tuttavia quel che già v'era,
e gongola la mia devozione
di farvi onor, ma gli è prosunzione
far giunta di più fiori a primavera.
E se parole son buttate via,
per crescer ad Arezzo più disnore,
come a figliuol de la ribalderia,
così è soverchio il voler far' onore
a prete di grandezza e cortesia,
c' ha di Leone a punto e nome e core.