Strano non dee parer, Signor Ettorre,
se dove scrivo i vizii d'un vil mostro,
scrivendo vo d'un nobile par vostro,
che le ribalderie cotanto aborre.
Perché a la poesia non si può torre
dir male e bene, ed è costume nostro
servirci d'una penna e d'un inchiostro,
e in ogni soggetto che n'occorre.
Ne gli orti de' poeti si conviene
spine fra rose e mescolare acanti,
e, fra le biade lor, logli ed avene.
Né a' buon pittori toglie de' lor vanti,
perché quando a proposito lor viene,
dipingano i diavoli ed i santi.