Signor Giorgio, egli è chiaro che in Casale
verrete di Bologna buon Dottore,
e giungerete titolo ed onore
a la nobiltà vostra naturale.
Bench'ella da se stessa è tanta e tale
che ha sempre seco il solito splendore,
pur, poich'egli è, n'ho tanto allegro il core,
ch'ogni giorno mi scusa un carnesciale.
Né potendo altro dirvi per adesso,
in memoria del vostro dottorato,
a Cristo ho fatto questo voto espresso:
Che dal primo decreto per voi dato,
juxta il tenor di questo mio processo,
sia l'Aretino al fuoco condennato.