Ne l'acerba prigion, ov'amor tenne,
Cantelmo, i miei prim'anni, arsi e sperai,
scorto da bel desio, far chiari i lai,
e la guerra mortal che ne sostenne.
Giosene quell'ardore, e mi convenne,
di sdegno acceso da gli amati rai,
volger (di che son io ben stanco omai)
contr'al vizio mondano inchiostri e penne.
Lo qual, poiché non è che cader voglia,
pace non trovo ne la pena ria,
per 'l secol cieco, cui d'onor non cale;
ov'i' m'acqueterei, ma nulla vale,
per non seguir con voi quell'alta via,
che del mortale il vostro nome spoglia.