Donne mie care, a gli occhi lividetti
conosco, che v'è gionto il vostro mese,
e l'Eccellenza del Signor Marchese
vi mette in guazzabuglio i canaletti.
Però bisogna a forza di confetti
e di vernaccia starvi in buone spese,
ogni gran'opra usando, che l'arnese,
quanto più sia possibile, si netti.
E se nell'orto mio venute sete
per coglier erbe, e poi per farne stracci,
e cavarvi la voglia che tenete,
ruta e serpillo avrete senza impacci:
l'erba mia no, che, come voi sapete,
la menta mai non entra in sanguinacci.