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1515–1570

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Nicolò Franco

Or ecco Autunno, Dio ne sia lodato; e gli orti miei faranno un bel festone, e d'ogni frutto avrò munizione. Ma che? Si parte tosto ch'è arrivato.

Onde da putti sarò poi lasciato, come si spoglia al tutto la staggione, e gli arboscelli restano in giubbone, sì ch'i' da un cazzo resterò piantato.

Pur mi consolo, e poco me ne duole, per esser fatto il mondo d'un lavoro che gira a tondo, come il tempo vole. La Luna or è d'argento, ed or è d'oro,

ed è nel cielo. Ma che più parole, s'hanno le potte ancora il tempo loro?

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