Or ecco Autunno, Dio ne sia lodato;
e gli orti miei faranno un bel festone,
e d'ogni frutto avrò munizione.
Ma che? Si parte tosto ch'è arrivato.
Onde da putti sarò poi lasciato,
come si spoglia al tutto la staggione,
e gli arboscelli restano in giubbone,
sì ch'i' da un cazzo resterò piantato.
Pur mi consolo, e poco me ne duole,
per esser fatto il mondo d'un lavoro
che gira a tondo, come il tempo vole.
La Luna or è d'argento, ed or è d'oro,
ed è nel cielo. Ma che più parole,
s'hanno le potte ancora il tempo loro?