Sete pur dotto e savio, Bevazzano,
ed in ogni vertù solo eccellente,
ed il gran nome che di voi si sente
non cape al mondo pur, non che in Murano.
Ma di voi veggio un caso troppo strano,
che vogliate far ridere la gente,
fatto de l'Aretino concorrente,
in lodar Messer Cesare, marrano.
Per Dio ver, che ne sento doglie e pene,
udendo dire: il Bevazzan si sogna,
poi che al parer d'un'Aretin s'attiene.
Dirvene la ragion non mi bisogna,
se ciò che l'Aretin per buono tiene
altro non è che infamia e vergogna.