Giberto, se vi tiene sempre in bocca
l' ignorante d'Arezzo, né mai tace,
e di voi dice ciò che aggrada e piace
a la sua sì sfacciata filostocca,
quanto più con le chiacchiere vi tocca,
e più conforto ve ne date e pace,
più a la vostra modestia si conface
e maggior laude ve ne piove e fiocca.
E se per quanto ve ne sete avisto,
i suoi baiari percontinovi sono,
né del suo ben voler mai fate acquisto,
dovete sempre dargliene perdono,
perché il ferm'odio che vi porta il tristo
è fermo indizio del voi esser buono.