Re Francesco, ci son male novelle, tanto che Cristo ce la mandi buona, che questa colta i Gigli e la corona non sen' vadano in fumo ed in frittelle.
Volano le staffette per le stelle ch'a li trenta di questo, in Barzellona s'aspetta Mastro Cesare in persona, con più di nove milia caravelle.
Voglion che meni bravi galioni, e in tanta terribil quantitate, che bisogna sommar per milioni. Non ci mettono a conto le fragate,
perché ne sono tanti li squadroni, che fariano esse sole venti armate. Ma questo è la metate, e 'l meglio meglio lascio per la fretta,
per bisognarmi scrivere a staffetta. Una gran fusta eletta e tutta impegolata dentro e fore, è fatta a posta per l'Imperadore,
dove conduce il fiore di Squizzeri, dal piè fino a la gola armati finamente a la spagnuola. Vien poi tutta la scola
Dei Consiglieri, in una barca tale, che bisogna salirci con le scale. Pensate s'è bestiale, e s'ella da sua posta val per cento,
che Covos e Gran Vela ci fan vento. Io tutto mi sgomento di quello che poi dicono tra via, circa le cose dell'artegliaria.
Voglion che ci sia la mezzana, la piccola, e la grossa che tolse in Castelnuovo a Barbarossa. Triste le carni e l'ossa
e l'anime di tutte le persone che innanzi ci faranno bastione! La gran munizione che ha la polvere grossa e la sottile
dicon ch'è cosa bella e segnorile. Di sorte che un barile porìa brugiare in manco d'un mattino mezze le sodomie de l'Aretino.
In un gran bergantino a l'ordinanza vien la vittuaglia e l'armature insieme e la bagaglia. Voglion che facci taglia
tutta la Francia, e che la prima data sia lunge da Marsiglia una giornata. E come l'han pigliata, per via del Jovio che sa fare i ponti,
ne faran duo tra il Rodano, e i Monti. E poi che saran gionti dentro a Parigi, vi faran sapere se vi vorrete arrendere o tenere.
Pianteran le bandiere e grideran per tutto Spagna, Spagna, e viva Fra Martino, in Alemagna. Empiran la campagna
tutta di sangue, che per otto mesi ne terranno imbrattati i lor arnesi. O poveri Francesi, o tristi forausciti sbandezzati,
che saranno prigioni incatenati, e in Napoli menati, per carestia ch'avranno di terreno; non sarà seggio che non ne sia pieno.
Il Cardinal Loreno vorran che doni il suo cappello a Chieti e che faccia le fica a tutti i preti. Tanto che vanno lieti
gli Imperiali per le buone nove, e per la festa grande che ne piove. Né Cristo gli rimove di fantasia, che non riesca il tutto,
e di questo parere è il vecchio e 'l putto. Io che cavo il costrutto da tutte le facende, e pe 'l grand'uso so quale è la conocchia e qual è il fuso,
ne resto assai confuso, e or credo che Francia andrà in bordello, e or non può capirmi nel cervello. Ma il più che io credo è quello:
che piglierà Ser Carlo con la lancia più tosto il mal francioso, che la Francia.
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