In un alloro l'Aretin pastore,
ove il tronco la scorza avea men dura,
scolpì del Dio de gli orti la figura,
e disse, gli occhi al ciel rivolti e 'l core:
Cresca 'l bel lauro, e del vivace onore
prenda 'l mio Dio la viva sua verdura,
e co' i be' rami adegui la misura,
vivendo a parte nel celeste umore.
Talché com'il desio crescendo sale,
così cresca l'obietto, e 'l mio restauro
sia di vederlo al desiderio eguale.
E s'in argento a me non lice, e' in auro,
veggia, e co 'l vero pregio trionfale,
“ l'Idolo mio scolpito in vivo Lauro.”