Carlo, mancava forse soprastante,
senza il Divo Aretino, per cantare
tutte quelle vittorie preclare
che avrai, piacendo a Dio, tosto in Levante?
Tu pur sapevi ch'egli è un ignorante,
che altra cosa non sa che buggierare,
ed esser con amico e con compare
un tristo di buon oro traboccante.
Ma che gran cosa e che gran meraviglia;
a stomaco ch'è uso a la scalogna
non è rimedio mettere la briglia.
L'Aquila tua con voltori si sogna:
sì ch'era forza che da mille miglia
corresse, come sempre, a la carogna.