L'ortolan Aretin, nel suo gradito
antro, ch'in mezzo l'orto ha sempr'un rivo,
dice disteso: Qui dov'ora i' scrivo,
voi, selvaggi pastor, tutti v'invito.
Ne l'ombrosa spelunca che v'addito,
s'e membri irsuti nel gran caldo estivo
forse porrete, non l'avrete a schivo,
ove di fuor sembrasse orrido sito.
Fior qui vedrete, che perpetui sono,
e spirar aure insieme, e liete giostre
di fiere snelle, sciolte in abbandono.
Eco sempr'è per queste interne chiostre,
che vi risponda al dolce ultimo suono,
ne le percosse de le voci vostre.