O me beato (dice il dì sovente
l'ortolan Aretin) che sì bell'orto
ebbi dal cielo, ond'ogni mio conforto
ha la radice nel suo ben presente!
Qui son gli smalti, ove soavemente
trova l'occhio guardardo il suo diporto,
e pur spira l'odor, ch'è 'l dolce porto
de gli angosciosi spirti e de la mente.
Qui del vero gioir l'ampio camino
scorgo, e pur vi contemplo, intento e fiso,
tutto quel ch'appressar fammi al divino.
Or s'è pur ver, che gioia, pace e riso
quinci coglier si può, perché il giardino
non dee fra noi chiamarsi paradiso?