D'Arezzo l'ortolan sacro e famoso,
ne l'orto suo le fave seminando,
disse: Prendi, o terren, quel che ti mando,
e lieto il duon raccogli e disioso.
Entro 'l tuo seno si rimanga ascoso,
finché per ogni frutto che ne spando
i mille ne raccolga, né sia quando
guardo li scemi d'occhio malioso.
Picciole o grandi ch'i' spargendo vada,
né tutte eguali, e del valor più noto
com'al desir ed a la mano aggrada,
sia di ciascuno il grembo tuo divoto,
che per rendersi colmo in ogni strada,
tutte sien buone per compirne il voto.