Scolpìo nel limitar del suo grand'orto
l'ortolan Aretin queste parole,
e forse per mostrar com'e' si dole,
di chi gli appone l'avarizia a torto:
Entri nel mio giardino a suo diporto,
ed al caldo, ed al gelo, e a l'ombra, e al sole
stievisi pur a soggiornar chi vole,
purché de gli orti altrui prenda conforto.
E se più vago sito i suoi ridutti
di fuor non hanno, né com'altri assai,
con poma d'oro, i preziosi frutti,
scusi e compensi ogni diffetto omai
il buon voler che ha di ricever tutti,
e che gli entrati poi non n'escan mai.