L'ortolan felicissimo Aretino,
tutto raccolto nel pietoso voto,
al sacro Dio de gli orti, a ciascun noto,
dice talor, disteso sotto un pino:
Priapo, a te sacrando il mio giardino,
con l'anima e co 'l cor tutto mi scuoto,
e come d'umiltà carco e divoto,
gli omeri tengo curvi e 'l capo chino.
Eccoti in questo tondo, ecco in quel quadro,
in queste valli ombrose, e in quelle apriche
mille sentier, ove il camin ti squadro:
se la mal erba avien che il passo intriche,
la falce hai teco, e per terror del ladro,
e per segar i triboli e l'ortiche.