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1802–1874

IL SABATO SANTO

Niccolò Tommaseo

Qual, da viaggi dolorosi affranto, uom li ripensa allor che siede in porto, e sente un gran terror nel suo conforto, ché non sapea d'aver patito tanto;

tal, mentre i suoni delle chiese e il canto, Signor mio, mi vi annunziano risorto, penso, Gesù, come voi foste morto, quanto soffriste; e mi commuovo al pianto;

veggo ne' rai dello splendor divino le piaghe che vi fe' la colpa mia, e con lieto spavento a lor m'inchino; e a lei che madre ci donaste, io dico:

insegnateci amar, dolce Maria, questo dolce, tremendo, unico amico.

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