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1802–1874

GLI SPIRITI

Niccolò Tommaseo

Quante han corolle i fior', di quante stille asperge l'Oceàn l'ale de' venti, quante han gli astri vivifiche faville, quanti l'aure sospir', l'acque concenti,

quante nutre invisibili scintille il fervor delle elettriche correnti; tanti, d'amore e di pensier' raggianti, ha la terra custodi Angeli Santi.

Ma, come il sol ch'alle assetate ciglia tutto si versa, e tutto in ciel risplende; ferma così la spirital famiglia contempla in alto, e insiem quaggiù discende.

Né così madre pia cura si piglia del figliuolin che a lei le braccia tende, com'arde sempre in quel beato coro amor di noi, che non sappiam di loro.

Un angelo, qual madre, ad ogni fonte il latte instilla de' serbati umori; l'alga nel mare educa, il pin sul monte, nell'orticel della fanciulla i fiori:

raggia il pudor sulla virginea fronte, e al cor, battuto da' tremendi amori, parole di pietà miti bisbiglia, e, quasi supplicando, lo consiglia.

Se di mare o di ciel riso o tempesta, se arditi accenti, affettuose note, se allegra fantasia, memoria mesta subitamente l'anima percuote;

se del ben far la voluttà modesta, o di colpa spavento, ci riscuote; gli occhi leviam dicendo: odi, cor mio questi che passa, è un angelo di Dio.

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