Madre dell'unico
conforto mio,
ché non pens'io,
con la dolcezza
ch'io pur dovrìa,
la tua bellezza?
Amor degli Angeli,
fior delle cose,
perché continuo
al tuo materno
amore eterno
non raccomando
la madre mia?
A te pensando,
l'anima, piena
di noie irose,
si rasserena.
La tua mestizia
un gioir santo;
un dolce pianto
la tua letizia.
Com'onda schietta
di sasso in sasso
scende sonando;
vien la tua grazia,
o benedetta,
ad ogni passo
pe' lunghi secoli
moltiplicando.
E, liberati
per te dall'odio,
ch'è lor tiranno,
tutti vivranno
un giorno i popoli
innamorati
di tua divina
malinconia,
umil regina,
dolce Maria.