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1802–1874

AL MARE

Niccolò Tommaseo

Ne' tuoi profondi, o mar, la vita ardente del sol si versa, quasi fiume in fiume: galleggia in sulla lieta onda tacente lieve la luna, quasi argentee spume.

E rifiorisce in te, mesto-ridente delle sottili nuvolette il lume: e la remota stella in te scintilla, qual di rugiada al sol tremula stilla.

Voce di Dio sull'acque. Il tuono echeggia di nube in nube, il ciel lampeggia e l'onda. Volvesi il fiotto audace, e rumoreggia, come a vento autunnal selva profonda:

e, qual masso che rotola e si scheggia, rompe superbo, e alla scogliosa sponda manda un confuso suon d'ira e di pianto; furor ne' baci, e gemito nel canto.

Quanto, o divino, entro alle tue convalli popol di piante e di guizzanti accolto! Quante memorie, e di dolor', di falli, di speranze naufragio in te sepolto!

Ma cresceran da' gracili coralli, col tacito lavor di secol molto, verdi isolette, ove la gente pia porrà sue case, e altari a te, Maria.

Mille miglia lontano al monte aprico i suoi vapori invia, messaggi fidi: l'acque del monte al generoso amico corron, cercando i desiati lidi.

Tu, pacier prepotente, e pio nemico, stringi le umane genti e le dividi. La bella Libertà, che sul mar nacque, esule quindi e nuda erra per l'acque.

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