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1802–1874

A CARLO POERIO

Niccolò Tommaseo

Te salutiam risorto a un dì novello, Carlo, e sottratto a man crudeli e ladre: e l'alto duol che di conforti è padre proviam, pensando teco al tuo fratello.

Splendide esequie, in mestamente bello ordine, a lui sacrâr libere squadre; e Venezia, immortal sorella e madre, di pie parole gli scolpì l'avello.

E lui del sangue suo l'aperta vena segnò poeta; e con martirio santo morì credendo nell'Italia e in Dio. E non visse ai singhiozzi; e non sentìo

lontan lontano della madre il pianto, e il suono, o Carlo, della tua catena.

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