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1390–1444

Untitled

Niccolò Tinucci

Duol di dito, ginocchio o di calcagno, o qualunque altro usato mio malore non mi terrà che io non pensi all'ore d'un cotal dì di sì fatto guadagno.

Ma, compar mio, non mi giucar del fagno, ch'io ti dipignerei per traditore, ché già per la speranza del sapore le labbra e 'l mento di scialiva bagno.

Qui sta il fatto: mi sia la porta aperta, ch'i' temo non sia tela fra voi ordita, sicch'io rimanghi un pesce nella verta. Sarebbene la voglia sbigottita,

ma se le forche ivi vedessi all'erta, parrebbonmi un buffetto d'una zita, ché colui che convita io lo riscontro e col capo l'onoro,

e sodo va che pare a punto un toro.

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