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1390–1444

39

Niccolò Tinucci

Bench'io non sïa Pallade né Venere né eziandio quella Giunon gelosa che fu del sommo Giove suora e sposa, non son però tornato ancora in cenere.

Perch'io non sia con le mie membra tenere, e abbia ancor la mente assai noiosa, non è ch'avendo a fare alcuna cosa, per te sia che si vuol: tu mi puo' 'ntendere.

Ancor la maggior parte de' mortali tengon lor desiderio e sommo bene in cose dubitose, ignude e frali, ma chi dirizza al ver ogni suo spene

conoscerà ched e' non sono iguali, anzi ci legan con tormenti e pene. Deh! odi che ne avviene: chi s'impaccia con plebe ingrata e stolta,

ha sempre da virtù l'anima sciolta.

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39 · Niccolò Tinucci · Poetry Cove