Bench'io non sïa Pallade né Venere
né eziandio quella Giunon gelosa
che fu del sommo Giove suora e sposa,
non son però tornato ancora in cenere.
Perch'io non sia con le mie membra tenere,
e abbia ancor la mente assai noiosa,
non è ch'avendo a fare alcuna cosa,
per te sia che si vuol: tu mi puo' 'ntendere.
Ancor la maggior parte de' mortali
tengon lor desiderio e sommo bene
in cose dubitose, ignude e frali,
ma chi dirizza al ver ogni suo spene
conoscerà ched e' non sono iguali,
anzi ci legan con tormenti e pene.
Deh! odi che ne avviene:
chi s'impaccia con plebe ingrata e stolta,
ha sempre da virtù l'anima sciolta.