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1390–1444

38

Niccolò Tinucci

Tanta è la pena ch'i' ho portato e porto dopo la tua partita, o car signore, che dì e notte se ne strugge il core, se dallo scriver tuo non ho conforto.

E però la tua penna per diporto priego che pigli, faccendoti onore, e de' tuo dolci versi scrivi un fiore, se non ch'alla tornata sarò morto;

e dimmi dal dì in qua di tua partita se mia persona a tua degna memoria ha fatto nel pensier punto reddita. La mente mia da te non fia già ignoria,

ma sempre t'amerò nella mia vita, sperando per tua grazia aver vittoria.

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38 · Niccolò Tinucci · Poetry Cove