Voi che presenti siete a' mie lamenti,
o fiori, o fronde, o arbuscelli, o colli,
o tutte erbette che con gli occhi molli
bagnando vo con lagrime cocenti,
avanti al mio signore istate attenti
per sostenere il ver, che mai non crolli:
che sempre il suo voler io sempre volli
né mai nostr'alme furon differenti.
Il lamentar ch'i' fo vo' lo sentite,
ché di me stesso mi lamento e piango,
ch'i' vorre' più potere e più non posso;
vo' siete il mio soccorso, e sì nudrite
quest'alma stanca cui i' sempre affrango,
e chiamo sol colui che m'ha percosso.