L'anema plançe per suspiri molti,
ché vede questa donçela nel core
pensosa, cum vergognoso colore,
lamentarsi quanto trova dissolti
gli spirti mei, che duvrian esser vòlti,
del tuto a lei ponendo il suo amore,
e membrarsi gli tempi del dolore,
che per l'orgoiosa gl'ànno çà colti.
Unde però la lacremosa piglia
una spada per volergli ançire:
se non che la çentile la repiglia;
e quella pur prega: « Lassa morire
gli forsenati, che non riconosse
nì la tua gloria nì l'altrui angosse ».