Iubila, Morte iniqua, impia e fallace;
pianga Natura, poi che in van s'adopra;
ma tu, fenice, a lei volata sopra,
trionfa in ciel, poi che al tuo Iove piace.
Questo è il sepulcro ove il tuo corpo iace,
che marmo non cred'io il più nobil copra:
qui bellecia e onestà, qui ogni bon'opra
contumulate posan teco in pace.
Da te guidato, Amor, qui fermo il passo;
e il cor che agli occhi dice: — Ivi è sepolto
il nostro ben — l'induce a un pianto lasso;
qui trasformato d'abito e di volto
movo a pietà di me chi non è un sasso:
tal frutto, Amor, del tuo giardino ho colto.