Skip to content
1450–1508

XXXV

Niccolò da Correggio

Iubila, Morte iniqua, impia e fallace; pianga Natura, poi che in van s'adopra; ma tu, fenice, a lei volata sopra, trionfa in ciel, poi che al tuo Iove piace.

Questo è il sepulcro ove il tuo corpo iace, che marmo non cred'io il più nobil copra: qui bellecia e onestà, qui ogni bon'opra contumulate posan teco in pace.

Da te guidato, Amor, qui fermo il passo; e il cor che agli occhi dice: — Ivi è sepolto il nostro ben — l'induce a un pianto lasso; qui trasformato d'abito e di volto

movo a pietà di me chi non è un sasso: tal frutto, Amor, del tuo giardino ho colto.

Cookies on Poetry Cove

We use cookies to remember your language preference and — only with your consent — to learn how Poetry Cove is used. You can change your mind any time.
XXXV · Niccolò da Correggio · Poetry Cove