Guardame, Lovico, e volgi in qua
l'occhi devoti, tuto ardente e aceso,
ché sola sum che d'ogni terestro peso
levo la mente a cui il cor mi dà.
Io son colei che mille volte già
da Marte e da Saturno io t'ho difeso,
e s'io non fusse stata in bel paeso,
vedua de ti seria più anni fa.
L'averte ritardato in terra è
per trarte più glorioso poi de sostra
e colocarte in ciel più presso a me:
là su vedremo in compagnia nostra
colui che per mio amor quest'opra fe',
che quasi viva qui me te dimostra.