Che giova forza, che beltà o ingegno,
a cui Fortuna gli è sempre nimica?
Che giova esser di sangue o stirpe antiqua,
quando nacto è soto infelice segno?
Che giova esser di laude o fama degno,
che giova per virtù durar fatica?
ché sempre vi è da canto chi glie intrica
ogni pensier e ogni suo disegno.
Quanti son già sudati e sudan ora,
chi per riccheze e chi per far eterno
el nome suo, che tuto il mondo onora!
Eccote giunto, e tuto guasta alora
questa crudel, che sola ha in suo governo
il ciel, la terra e l'inferno ancora.