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1450–1508

XXV

Niccolò da Correggio

Per mostrarmi una volta grato apieno, a confusion de chi mi chiama ingrato, quanta dolceza è nel mio dolze stato acolsi in un fidele e caldo seno.

Ma là dove esser più credeti ameno e per retributor sono adorato, de magior crudeltà resto biasmato; tanto al diletto alargò questo il freno.

Corse come Fetonte incauto a morte, lo infelice, che usar non seppe poi modestamente la onorata sorte. A me ne duole. Amanti, exemplo a voi

sia il caxo di costui, ché aprir le porte dié ciascun con misura ai piacer soi.

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XXV · Niccolò da Correggio · Poetry Cove