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1450–1508

XXIV

Niccolò da Correggio

Aqua, aqua! Aiuto! Al foco, al foco! Io ardo! Che stai tu a far, che non extingui il foco? Non posso, Amor, ch'io me ne acorsi tardo. Bon rimedio al tuo male è a cangiar loco.

Ahimè, ch'io porto queste fiamme drento! Sfocalle, sospirando, a poco a poco. Io il facio, e i mei suspir fato han già un vento. E quel vento il calor non semma in parte?

Non, ché ogni volta più cocer mi sento. Dipingi il stato tuo con versi in carte. Non sciai che un ch'arda forte no 'l pò dire? Aiuta la impotenzia con qualche arte.

L'arte serà ch'io me aiuti a morire! Ma che fia a te, se mòri, e il foco viva? Io non sentirò almen tanto martire. Credi tu che de ardor l'alma sia priva?

Sì, di quel che tu causi <e> il cor m'incende! Un spesso fugge il male e al pegio ariva. Ahimè, che il foco già a la lingua ascende! Lacrimin gli occhi e aiutilan col pianto.

Ho provato, e il mio pianto più l'acende. Che farai donque, se 'l tuo incendio è tanto? Dolromi e a ognun dimandarò mercede. Ma a cui, ch'io non ti vegio alcun da canto?

Chiederò aiuto al ciel, che a ognun provede. Questo non ti varrà, ché è lui che vòle. El non è ver, ché sol da te procede. Credi tu che le fiamme tue sian sole?

Non scio; scio ben che parangon non hanno. Hanno, ma un più che l'altro se ne duole. Altri forsi temprar sue fiamme scianno. Dunque, sapendol, se li truova cura.

Non scio; scio ch'io la ignoro e sento il danno. Dovevi al dosso tòr sòmma a misura. Ma tu perché la desti disequale? Io non fui quel, ma tua ingorda natura.

Non più, ché una favilla era in sul strale! S' tu la vedesti, perché non fugivi? Tu me abagliasti sventilando l'ale. Piglia questo compenso: lieto vivi!

Chi pò star lieto in cusì intenso ardore? Quei che son de desir troppo alti privi. Che posso io far se i desir son del core? E se son soi, lassa che lui si doglia.

Non posso, ché comune è a nui il dolore. Vòi tu che al tutto questo foco soglia? Non, ma che alquanto le soe fiamme sciemi. Son contento adimpire ogni tua voglia,

ma sciapi ch'io sto mal fuor de gli stremi.

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