Quando il pensier che la mia mente pasce
talor, stanco in vagar, riposo prende
e tanto ai sensi le virtù suspende
ch'io sto como un fanciul pasciuto in fasce,
Amor, che nelle fiamme altrui rinasce
e qual fenice al rinnovar se accende,
sì intensamente a tormentarmi intende
che infamia a lui, a me doglia ne nasce:
perché sì cruda e bella mi dipingie,
dormendo, quella che mi fugge ognora,
che 'l mio sperar tanto alto non attingie.
E quando el par ch'io sia d'affanni fuora,
tanto dolore il cor sopito accingie,
che, o veggia o dorma, io non ho pace un'ora.