Fortuna, chi te pinse i crini in fronte,
nuda e fugace, già non prese errore:
chi non te liga mentre ti è in favore,
suo danno poi, se gli fai oltragio ed onte.
Lustrato hai tal che bruta l'acqua al fonte,
che 'l sol apresso a lui perde il splendore;
un grande privi poi tanto di onore,
ch'al eremo n'ha a star cum le man gionte.
Penso talor dove mantien' tuo segio:
s'io extimo in ciel, de lì alcun mal non vene;
se nel abisso, ognor daresti morte.
Vedendo poi che quando hai fatto il pegio,
a un miser, che pòi far, poi gli fai bene,
tua residenza altroe non è che in corte.