Siede, Panisco mio, dolce compagno,
la capanella mia sopra un pogietto
non erto da salirvi, e l'umil tetto
copre un robusto, antico e gran castagno.
Sotto gli corre un fiume, del qual bagno
un mio culto orticel dolce di aspetto;
qui sto col pover gregge, e tempo aspetto
ch'io possa far di lui qualche guadagno.
Qui presso è quella solitaria villa
ove Insidoria tua tanto ti piacque,
ch'io scio che 'l pecto ancor te arde e sfavilla.
Tòrnati a riveder queste dolci acque,
ché se provasti mai vita tranquilla,
certo dirai che qui la requie nacque.