Col ferro rotto il mio legno mal sano
scorre fortuna, e porto alcun non scorge;
talor s'atufa in l'onde e talor sorge;
io coi gesti dal lito aiuto in vano:
como chi porta ad un che sia lontano
qualche cosa: e' vedendol la man porge,
e per desio di tòrla, non s'accorge
che inanti tempo a lui stende la mano.
Io cerco fructi in la stagione acerba,
e non che fructo, ma io non vego fiore,
né di rugiada ancor pascersi l'erba.
Felice quel che le promesse ha d'ore,
ché 'l longo tempo ogni speranza snerba
e in troppo gran digiun la fame mòre.