Gli occhi che pianser qui tanti e tanti anni
per una crudel donna, anzi pur fera,
conversi furno in questo fonte ove era
la scola prima d'amorosi inganni.
La sete, vïator, qui non te inganni
che tocchi l'aqua sua cenosa e nera,
ché cibaresti sangue e carne vera,
qual como te vestì pur dianzi panni.
Passando cerca sol di saper come
qui fummo e quando, da impietà conversi,
da Amore e quella che ha in fronte le chiome;
ma non sperar d'averlo in questi versi
ché offender tanta patria e il suo cognome
non vogliam, benché a nui fusser sì adversi.