Se con gli occhi costei penetra i cori
di porfidi, de diaspri e di diamanti,
como li stai, tu o fragil vetro, inanti
che non ti spezzi, o il tuo lustro non mòri?
Quanto più natural li mostri fuori
la sua bellezza e angelici sembianti,
tanto più, o specchio, a li infelici amanti
la insuperbissi e a lor cresci dolori.
Deh, dimmi, o Ecco, tu, chi amò Narcisso
e che vendicò in lui quel chiaro fonte
e qual sua parte ebbe il suo cor avolto.
Cusì possa in te ancor star sempre fisso,
specchio infernal, quel suo superbo fronte,
puoi che l'empia a te solo ha il pensier vòlto.